L'ASSOCIAZIONE ITALOELLENICA CONGIUNTAMENTE CON LA SACRO CUORE ONLUS
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PRESENTAZIONE E RELAZIONE INTRODUTTIVA A CURA DELLA PROF.SSA ROSSANA CARPENTIERI
IL VIDEO
La manifestazione, organizzata dall’Associazione Italoellenica Grecia-Gr insieme con l’Associazione di Volontariato ONLUS “Sacro Cuore”, è stata fortemente voluta dal Presidente dell’Associazione Italoellenica, dott. Pompeo Maritati, e dal parroco della Chiesa del Sacro Cuore, don Gigi Fanciano.
La realizzazione dell’evento si è resa possibile grazie alla sensibilità dei cantori di Zollino, che come da tradizione danno vita alla rappresentazione della Passione del Cristo.Breve cenno storico
“I Passiuna tu Cristù” è una cantata in lingua grika che sopravvive da lungo tempo nell’area ellefona della Grecia Salentina, forse rappresentandone uno degli elementi identitari più distintivi, tant’è che ancor oggi viene proposta nei paesi che di quel territorio fanno parte.
La cantata si presenta come una delle forme più antiche di teatro “sacro” popolare e si situa storicamente nel solco delle “laudes” medioevali. Trova come punto di riferimento letterario “ Il Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi, di ispirazione francescana, e si accompagna a coeve cantate “in volgare”, diffuse in tutta la penisola italiana tra il XII e il XIII sec.
Espressione della genuinità e della sensibilità religiosa del popolo griko, “I Passiuna “ è la manifestazione tangibile di una tradizione linguistica fortemente radicata nel territorio salentino, che ha prodotto canti religiosi, sopravvissuti nel tempo attraverso la memoria orale e mirabilmente custoditi da autentici e singolari interpreti.
“ I Passiuna” veniva cantata nella Settimana delle Palme, a simboleggiare il momento di rinascita-resurrezione della natura, in quella parte dell’anno che segnava il passaggio dall’inverno alla primavera.
A cantarla erano gli stessi contadini, che smessi i panni di umili lavoratori della terra vestivano quelli di esperti cantori e inscenavano ai crocicchi o nelle piazze dei paesi “la Passione di Cristo”, accompagnati da un fisarmonicista e da un portatore di Palma.
In genere, a rappresentare la morte e la resurrezione di Gesù erano due cantori, che si scambiavano le strofe, una a testa. Ma tutto l’impianto della cantata, con forti connotazioni teatrali nella mimica e nella gestualità, si caricava di un profondo valore simbolico, venendo a rappresentare il passaggio dalla morte alla vita, con il significativo riferimento conclusivo alla figura del “risorto” Lazzaro.
Narrando le pene subite da Cristo nella morte e il dolore straziante della madre che cerca il figlio, la Passione si rivela come la più alta espressione di un misticismo popolare che intende evidenziare il bisogno di comunicare con la Divinità e di coglierne la profonda essenza, al di sotto delle apparenti forme umane del Cristo.
La cantica in griko originariamente si componeva di 66 strofe, le ultime delle quali consistevano in una richiesta di ricompensa da parte dei cantori, che, una volta ottenutala, si spostavano in un altro crocicchio o paese per riproporre la stessa rappresentazione.
Quella a cui si assiste nella Chiesa del Sacro Cuore è la versione composta da 44 strofe, che viene proposta dai depositari dell’autentica tradizione di questo canto religioso.
Si tratta dei cantori più anziani della Grecìa Salentina, Antimo Pellegrino e Tommaso Lifonso, entrambi di Zollino. Eredi indiscussi e magistrali interpreti della tradizione mimico-gestuale degli “Stompi”, ossia delle antiche scuole grike dove si insegnava non solo il testo della Passione, ma anche la gestualità e la mimica, Antimo Pellegrino e Tommaso Lifonso, entrambi di famiglia grecofona, rappresentano nel panorama culturale della Grecìa Salentina l’espressione più alta dell’identità grika nei Canti di Passione.
Al loro fianco animano la rappresentazione l’abilità di Concetta Caputo, nell’esecuzione della controvoce, e un giovanissimo interprete, Michelangelo Castellano, che testimonia con la sua presenza e il suo impegno la volontà di rendere ancora viva e attuale l’identità grika. I cantori vengono accompagnati alla fisarmonica dal giovane musicista Mattia Manco, anch’egli di Zollino, nuovo esponente del recupero della tradizione popolare in lingua e musica.
Lecce, 2 aprile 2007
Rossana Carpentieri
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